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Luoghi e monumenti
Il "Rastrello"
Il borgo medioevale
Il castello dei Doria
Il Convento
La Chiesa di San Giorgio
Il Ponte Vecchio e la Chiesa di San Filippo
Il "Rastrello"
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Tra Dolceacqua e Camporosso si trovano ancora
i resti di un "Rastrello": una casa armata
di guardie scelte, presidiava le barriere
poste sulla via, dove i viandanti potevano
essere fermati e ben controllati, sotto il
tiro dei militi, da un capitano e due guardie.
Il "Rastrello" era ben sorvegliato durante
le pestilenze e lo potevano superare
solo i viandanti con "lettere patenti",
cioè attestati di sanità. Chi
non le possedeva cercava spesso di aggirare
il "Rastrello" ma in genere, per la collaborazione
del popolo, giustamente timoroso dei
possibili contagi, costoro venivano catturati
dalle guardie e posti in isolamento,
sotto scorta e supervisione di un medico
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Il borgo medioevale
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L'Antico Borgo Medioevale di Dolceacqua
chiamato "T'era" che nella rocca ospita
il Castello dei Doria, è citato già nel
1177 quale parte del sistema difensivo
voluto dai Conti di Ventimiglia in Valle
Nervia. La continua ed intricata
ripetizione dei volti e dei passaggi
coperti, evidenzia la natura difensiva
dell'abitato, realizzata per settori
concentrici.
Stretti "caruggi" che salgono,
scendono, si incrociano come in un labirinto,
bui passaggi sotto le abitazioni, come
in un paese di favola, misterioso e stregato,
fanno di Dolceacqua una meta obbligata
per i visitatori della Riviera di Ponente.
Di rilevante interesse artistico
la piazza del Centro storico, da poco
tempo ristrutturata, è stata restituita
all'uso sociale come punto di incontro
della popolazione.
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Il castello dei Doria
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E' sicuramente impossibile non vedere il
Castello di Dolceacqua. Da lontano
sembra una maestosa signora che abbia raccolto
davanti a sé un imponente strascico. Da
vicino, la costruzione è severa, con quelle
orbite vuote delle aperture e le torrette
laterali, e si nota che poggia su una solida
rocca, a circa 60 metri di dislivello da
sottostante Borgo. Esso era posto
a controllo, oltre che del fondovalle, anche
dell'importante percorso alternativo di collegamento
con Perinaldo e Isolabona il quale avveniva
attraverso la dorsale del Nervia. Da
lì dominarono per secoli i Doria, ma quante
battaglie furono combattute per il possesso
di questo caposaldo in Val Nervia! Il maniero
subì un bombardamento devastante nel 1746
da parte delle truppe franco-spagnole e il
terremoto del 1887 ne compromise seriamente
le strutture; nel 1987 esso fu acquistato
dal Comune e ora si parla di ristrutturazione.
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Principali fasi storiche
del CASTELLO DEI DORIA
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1177
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Notizie dell'esistenza
di Castrum Dulzana;
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1187
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Incendio al castello;
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1242
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ALLEANZA con
XXmiglia
e guerra contro Genova;
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1255
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Acquisto di una parte
del castello da Lanfranco
Bulborino;
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1270
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Acquisto da parte di
Morruele Oberto Doria;
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1318
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Ampliamento di Domenico
Doria;
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1329
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Assedio al castello da
parte dei Grimaldi;
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1364
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Ricostruzione e sistemazione
da parte di Imperiale
Doria;
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1421
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Assedio al Castello;
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1442
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Ampliamenti ed abbellimenti;
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1454
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Assedio dei Ventimigliesi;
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1523
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Assedio dei Grimaldi;
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1527
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Riconquista del Castello
da parte di Andrea Doria;
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1565
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Ampliamento ala occidentale
del castello;
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1672
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Guerre tra Savoia e Genova
e assedio e occupazione del
castello;
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1745
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Bombardamento e distruzione;
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1887
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Terremoto;
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1987
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Acquisizione del Castello
da parte del Comune;
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Il Convento
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Da distante dal centro abitato, ci si imbatte
nei ruderi del Convento di Dolceacqua. Reperti
romani confortano l'ipotesi che l'edificio
sorga sui resti di un'antica villa rustica
romana. Fu in origine sede di
un Priorato benedettino di Novalesa - Breme,
come attestano documenti abbaziali: la cripta,
non ancora esplorata, dovrebbe rivelare ulteriori
ed ancor più approfondite testimonianze della
presenza monastica
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La Chiesa di San Giorgio
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Localizzata nell'area del cimitero, la
chiesa conserva parte della
facciata originaria romanica databile
intorno all'XI secolo. Anche
il campanile si
Nella cripta interna riadattata nel
XVI secolo si trovano le tombe di
Stefano e Giulio Doria raffigurati
sopra le rispettive lastre tombali.
Da ammirare il soffitto
a capriata del XIV secolo decorato
con rosoni e losanghe. La
Chiesa di San Giorgio, restaurata
a cura della sovrintendenza alle
belle arti, è stata restituita alla
collettività in tutto il suo splendore
nel 1987
presenta nella parte inferiore completamente
romanico, mentre la lettura della planimetria
dell'edificio porterebbe a supporre l'esistenza
di quattro fasi costruttive: una altomedioevale
su unica navata che giustifica la posizione
interna del campanile, una romanica con
edificio a tre navate, una gotica ancora
in unica navata ed infine il rifacimento
barocco.
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Il Ponte Vecchio e la Chiesa di San Filippo
17 febbraio 1884 "... siamo giunti lungo la valle Nervia,
ad un piccolo borgo straordinariamente pittoresco..." 18
febbraio 1884 "...il luogo è superbo, vi è un ponte che è
un gioiello di leggerezza..." Così Claude Monet, famoso
pittore impressionista descriveva il "ponte vecchio", come
viene chiamato dai Dolceacquini.
Ricostruito sulle rovine di un ponte crollato
nel secolo XV, con i suoi 33 metri di luce, rappresenta un
monumento unico nel suo genere. In effetti il
ponte medioevale, che con armoniosa eleganza attraversa il
torrente salpando i due nuclei dell'abitato e un esempio
di rara bellezza e suggestione. La Chiesa di
San Filippo costruita alla fine del secolo XVIII, dall'altra
parte del ponte, completa questo scorcio di grande interesse
storico ed artistico.
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