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L'arte medievale, che annovera tra le opere più
insigni il santuario di Montegrazie,
si contrappone a una grande proliferazione di
monumenti barocchi nel territorio imperiese.
Queste valli infatti nel Sei-Settecento
vivono un lungo periodo di ricchezza culturale
che lascia un'impronta nell'architettura, nella
pittura, nella scultura e nell'arte decorativa.
Curiosamente, risultando in pratica assente l'arte
rinascimentale, manca un legame tra i due periodi,
come risulterà evidente da un esame ravvicinato
degli edifici e dei monumenti artistici. Eppure
ci sono opere del Maragliano, del Biasacci,
del Brea, persino del Van Dyck
che si nascose nell'entroterra di Porto Maurizio
a causa di una disavventura d'amore. Si trovano
affreschi di Gregorio De Ferrari e del
Massabò. E non soltanto nelle chiese
o nei palazzi, ma anche nelle case private, negli
oratori, in costruzioni signorili ormai abbandonate.
Sulla Rivista Ineja, pubblicata in
occasione della Festa di San Giovanni, si segnala
la presenza a Imperia e nel suo entroterra di
opere d'arte di grande valore, ma custodite in
silenzio, tanto in silenzio che si finisce per
non sospettarne neppure l'esistenza.
Forse un po' l'atteggiamento dei Liguri che con
il loro carattere schivo hanno a volte rischiato
di dissipare un grande patrimonio artistico e
naturale. Per fortuna oggi le cose
sono in parte cambiate e pare che sia previsto
di raccogliere in una pinacoteca le opere sparse,
dal momento che il materiale è sufficiente per
un progetto di questo tipo. In questa
sede non è possibile indicare quelle opere "nascoste",
anche perché occorrerebbe un lavoro più approfondito
e quindi ci si limita ad indicare quelle visibili
a tutti in un itinerario che parte da Oneglia,
la prima cittadina imperiese che si incontra
arrivando da Genova, per arrivare al Parasio
di Porto Maurizio.
Ad Oneglia si può partire da piazza Dante. nucleo
della città moderna, i cui portici circondano
la fontana centrale che ancora oggi viene chiamata
Rondò per via della forma tondeggiante con cui
fu costruita nel 1820. Sulla piazza
si affaccia l'ex Palazzo Comunale, progettato
inizialmente dall'ingegner D'Oneglio che non
riuscì a realizzarlo per l'insorgere di problemi
finanziari e che venne poi edificato nel 1890
in stile pseudo-medievale dall'architetto Regnoli
e dall'ingegner Agnesi.
Il comune di Oneglia, il cui stemma è ben visibile
sulla torretta centrale, mantenne la sua sede
fino al 1923 (anno dell'unione con Porto Maurizio)
proprio in questo palazzo che oggi è sede di
uffici pubblici ed associazioni culturali. Si
arriva attraverso via Belgrano in piazza De Amicis,
già dedicata al re Vittorio Emanuele, dove si
trovano il vasto palazzo in cui nacque, il 21
ottobre 1846, il celebre scrittore ed il Palazzo
del Tribunale il cui progetto dell'ingegner
Angelo Berio, fu messo in atto nel 1892 ed oggi
è sede di tutti gli uffici giudiziari del capoluogo.
All'incirca nel punto dove si interrompono
i portici, sulla destra, sorge il Palazzo
Doria, edificio di notevole importanza storica.
Dopo la distruzione il palazzo conservò soltanto
un architrave cinquecentesco del Gaggini da Bissone.
Purtroppo però anche quest'opera sparì, precisamente
nel 1927. Pare che questa costruzione fosse anticamente
abitazione dei feudatari trasformata poi in dimora
signorile rinascimentale. Qui nacque, il 30 novembre
1466 Andrea Doria, celebre ammiraglio e politico
che vissuto lontano dalla città natale, vi ritornò
nel 1538 ed ospitò il papa Paolo II e l'imperatore
Carlo V proprio in questa casa.
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