Cultura
e turismo

 

Circuiti escursionistici

 

PREMESSE E FINALITÀ'

La Comunità Montana Valle Arroscia, nell'ambito del programma P.I.M. (Piani Integrati Mediterranei) relativo a "parchi ed itinerari", ha approntato diversi sentieri escursionistici:

Inoltre, nell'ambito dei finanziamenti previsti dalla L.R. n, 14 del 3/4/1990, è in fase di realizzazione un circuito di interesse speleologico ed archeologico sito nella valle Pennavaire , in Comune di Aquila d'Arroscia.
Tali circuiti, che si snodano in zone tra le più significative del paesaggio dell'entroterra ligure, lungo la catena delle Alpi Marittime, sono stati studiati anche in funzione del loro collegamento con l'AIta Via dei Monti Liguri, con la GTA piemontese e con i percorsi escursionistici realizzati dalla contigua Comunità Montana Argentina Armea.
E' inoltre possibile raggiungere, attraverso i Monti Frontè e Tanarello, le vie escursionistiche francesi.
I percorsi sono stati progettati in modo da consentire agli escursionisti di fruire di vie pedonali, ciclabili ed equestri, tali da permettere una conoscenza del territorio montano e valorizzare le emergenze botaniche, faunistiche, storiche, architettoniche, paesaggistiche, agricole ed agrituristiche.
Da segnalare un sentiero attrezzato per i non vedenti, realizzato in prossimità della località S. Bernardo di Mendatica.
I tracciati ciclabili (mountain bike) ed equestri sono strutturati ad "anello", per consentire al biker ed al cavaliere di poter tornare al luogo di partenza, in prossimità del quale hanno lasciato l'automezzo di appoggio.

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CIRCUITO ESCURSIONISTICO DI POILAROCCA 
CASCATE DELL'ARROSCIA

Il percorso, di notevole lunghezza, è inserito in una stupenda cornice alpina, in cui spiccano le vette del Monte Frontè, il Monte Monega ed il passo del Colle del Garezzo, congiungendo le località di Mendatica , S. Margherita, Cascate dell'Arroscia, Poilarocca, Alpe Frontè, galleria del Garezzo, Alpe Pian Latte, Case Fascei e Montegrosso Pian Latte .
I tratti in crinale del sentiero permettono un'ampia visione delle Alpi Marittime; in alcuni punti panoramici lo sguardo può spaziare fino al Mar Ligure.
Una delle maggiori attrattive offerte dal sentiero è costituita dal prorompente quanto spettacolare salto delle acque delle "cascate dell'Arroscia" e dalle "Rocche Bianche", uno degli orridi più profondi e significativi della Liguria.
Da un punto di vista botanico, particolare rilevanza assume la convivenza di biotipi specifici delle attuali aree alpine e relitti di epoca glaciale con specie prettamente mediterranee (lungo il tracciato sono state poste numerose etichette di identificazione delle più significative emergenze botaniche); la fauna comprende razze alpine, come la marmotta, e tipicamente appenniniche, come il cinghiale.
Non meno importante è l'aspetto artistico presente nei nuclei abitati: basti pensare agli elementi architettonici tipici delle zone montane (ballatoi in legno a tutta facciata) nel paese di Mendatica , situato a mezza costa, i suoi monumenti religiosi, quali la chiesa parrocchiale dal campanile romanico, la chiesetta, anch'essa romanica, di Santa Margherita, il santuario della Madonna dei Colombi e, non ultimo, il suo museo storico ambientale della cultura contadina delle Alpi Liguri.
Elementi artistici degni di rilevanza si possono ritrovare anche a Montegrosso Pian Latte , caratteristico centro rurale montano, in particolare nei sovrapporta scolpiti e datati caratteristici di molti edifici.
Discorso a parte meritano i nuclei sparsi di Case Fascei e di Poilarocca, il primo agglomerato di origine pastorale, le cui abitazioni, per la maggior parte restaurate, vengono frequentate solo in estate; il secondo centro ormai abbandonato, anticamente abitato solo stagionalmente, che presenta tipiche costruzioni in pietra a vista con coperture a "ciappe" (lastre di ardesia), una fontana ed una cappelletta rustica.
A fianco della cappella è stata opportunamente allestita un'area di sosta per gli escursionisti, con panche e tavolate in legno.
Per soddisfare la legittima curiosità dei turisti, sono stati installati cartelli informativi contenenti notizie sugli aspetti architettonici, storici, naturali e culturali del luogo ed una carta topografica.

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CIRCUITO ESCURSIONISTICO DELLA VALLE DI REZZO

Il circuito, che si sviluppa prevalentemente nella Valle di Rezzo, presenta rilevanti emergenze di carattere ambientale, naturale, storico e culturale. Meritano particolare menzione, da un punto di vista paesaggistico, il torrente Giara di Rezzo ed il passo della "Mezzaluna" che sovrasta la valle.
Il territorio presenta numerosi endemismi vegetali ed animali di rilevante interesse scientifico, dovuti alla compenetrazione di specie alpine con altre di origine mediterranea: ne sono un esempio la faggeta del bosco di Rezzo, importante e per l'estensione e per il valore paesaggistico e ambientale, e, sotto il profilo faunistico, presenza del cinghiale, del tasso, della volpe, della lepre e del gallo forcello.
L'area si presta particolarmente al bird watching. Spiccano per la loro peculiare bellezza i centri storici, di origine medievale, di Rezzo, Cenova e Lavina, con i loro edifici storici e monumentali, e l'area interessante il passo della Mezzaluna, abitata già in età preistorica.
Rezzo, centro principale e capoluogo dell'omonimo Comune, presenta numerosi esempi di architettura spontanea risalenti al medioevo, riscontrabili nei portali pregevolmente scolpiti dai maestri lapicidi di Cenova; Cenova, situata in posizione panoramica, è caratterizzata da architetture rurali impreziosite da portali analoghi a quelli presenti nella vicina Rezzo (risalenti ai secoli XV, XVI, XVII); Lavina, borgo di fondovalle, offre interessanti elementi architettonici ed un apprezzabile ponte in pietra.
Ultimi, ma non meno importanti, sono da segnalare il Santuario della Madonna Bambina, in posizione dominante rispetto all'abitato di Rezzo, con i famosi affreschi risalenti al secolo XVI, il palazzo fortificato dei Marchesi di Clavesana, la chiesa parrocchiale ed il ponte romanico.
Lungo il percorso è possibile visitare, infine, la malgheria "Alpe Grande", recentemente ristrutturata dalla Comunità Montana Valle Arroscia che, oltre a perpetuare il tradizionale alpeggio estivo dei pastori che ancora oggi praticano la transumanza, costituisce un punto di appoggio e di soccorso per i turisti.

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CIRCUITO DELLA VALLE TANARELLO

Anche nel caso del circuito della Valle Tanarello, che si snoda nell'Alta Valle Arroscia sino ai confini con il vicino Piemonte, è doveroso segnalare, in primo luogo, la straordinaria ricchezza del patrimonio boschivo: si pensi, in proposito, al lariceto del Bosco delle Navette.
La popolazione faunistica presente nell'area interessata dal sentiero, particolarmente adatta al bird watching, risulta piuttosto variegata: il gallo forcello, la coturnice alpina, la marmotta e, solo occasionalmente, la lepre bianca.
Durante il percorso l'escursionista può visitare i nuclei stagionali di Barchei, Bausun, Maddalena, Cornia, Scarai, Valcona Soprana e Sottana, caratterizzati da rilevanti elementi architettonici e particolari suggestioni paesistiche.
Importanti sono gli esempi di architettura rurale religiosa offerti dalla cappella della Madonna dei Cancelli e da antichi ponti, come quello "dell'Isola", di cui, purtroppo, sono rimasti solo alcuni ruderi.
Da un punto di vista geomorfologico, l'area presenta consistenti fenomeni carsici che si possono riscontrare nelle "Grotte del Serpente", nella "Gola delle Fascette", nelle località Garbo di Pian Cavallo, Rocca Pizzo e Tana Cornarea, quest'ultima abitata dall'uomo intorno al 1000 - 900 A.C. Le malgherie Alpe Binda ed Alpe Garlenda ospitano stagionalmente i pastori, che ancora oggi praticano la transumanza del bestiame.
Il circuito offre la possibilità di due anelli, l'uno ciclabile e l'altro equestre; interessanti il percorso del torrente Tanarello, significativo per orridi ed acque limpide.
Suggestivi, in particolare, il Pertuso di Cornarea, i ruderi della casa dell'Isola, il ponte Schiarante, la zona a valle di Valcona. Possibilità di raggiungere l'Alta Via dei Monti Liguri.
In zona sono presenti, inoltre, strutture ricettive nelle località di Monesi, Piaggia e San Bernardo di Mendatica, valido punto di riferimento per gli escursionisti, con possibilità di soggiorno.
Peculiarità del percorso è il circuito escursionistico per non vedenti, che si snoda intorno a San Bernardo di Mendatica e si sviluppa in uno degli ambienti naturali più suggestivi della Liguria.

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CIRCUITO DELLA VALLE PENNAVAIRE

Il percorso, di prossima realizzazione, interessa il territorio del Comune di Aquila d'Arroscia, in particolare la località Ferraia nella valle del torrente Pennavaire, sita sul versante opposto a quello abitato verso il confine con il Piemonte.
La zona interessata dal circuito è caratterizzata dalla presenza di numerose grotte e cavità naturali (chiamate nel locale dialetto "arme"), che assumono particolare interesse dal punto di vista speleologico ed archeologico.
Ne sono rilevanti esempi l'Arma dello Stefanin, la Grotta del Pertusello, l'Arma del Cuppà, l'Arma Crosa, l'Arma da Porta, l'Arma Ravinella, la Grotta dei Carbonai, la Grotta del Gerin e la Grotta Geira, frequentate dalle popolazioni preistoriche in età diverse, dal Paleolitico Superiore e Neolitico Antico, al Neolitico Recente ed Età del Rame.
Alcune di queste grotte (Arma dello Stefanin, Grotta del Pertusello ed Arma del Cuppà) sono state oggetto di sistematiche campagne di scavo che hanno dato alla luce interessanti reperti, quali strumenti di lavoro e resti vegetali ed animali, utili per consentire la ricostruzione del "modus vivendi" in età preistoriche e per ricavare elementi sulla flora e sulla fauna del tempo, inquadrandone la successione cronologica.

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