Curiosità e tradizioni

 

 

La storia

  Il paese

  Le ricorrenze

  Le specialità enogastronomiche


 

La storia

Ritenuto la "porta della Val Nervia", il territorio comunale di Camporosso si estende dal litorale sino ai confini con quello di Dolceacqua .
Alle sue spalle, si apre una vallata ricca di boschi e di bellezze paesaggistiche disseminata di vecchi centri rurali dal passato denso di storia e pieni di fascino perché resistono alle lusinghe dell'era moderna ancorandosi alle tradizioni contadine. Il toponimo deriva dal latino Campus Rubeus in onore dei fitti boschetti di oleandri rossi che crescono da sempre lungo le rive del Nervia o forse per il colore un po' rossiccio del terreno.
La parola campus fa dedurre che i Romani la considerassero la "campagna" di Ventimiglia . Di quell'epoca rimangono un cippo funerario e resti dell'acquedotto che riforniva Albintimilium con le acque del rio Seborrino.
La storia di Camporosso segue passo passo quella di Ventimiglia, con la differenza che, essendo il suo territorio al confine con la Dolceacqua dei Doria, vi si combatterono battaglie sanguinose e dovette subire spesso occupazioni militari mentre dal Piemonte i Savoia premevano per avere l'agognato sbocco sul mare. L'unico periodo di stabilità vissuto da Camporosso, sia economicamente che politicamente, durò poco più di un secolo (1686-1797) da quando cioè, col beneplacito della Repubblica di Genova, si staccò da Ventimiglia e formò la Magnifica Comunità degli Otto Luoghi insieme alle "ville" di Bordighera, Borghetto, San Biagio, Sasso, Soldano, Vallebona, Vallecrosia.
Con la caduta della Repubblica e l'arrivo di Napoleone, gli otto comuni diventarono indipendenti ed entrarono a far parte della Giurisdizione delle Palme con Sanremo per capoluogo.
Nell'Ottocento, tra turismo e coltivazioni, si raggiunse il reddito pro-capite di 2000 lire a persona e si producevano 10.000 litri d'olio.

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Il paese

Il centro storico di Camporosso e le frazioni di Balloi, Brunetti e Trinità come anche le località San Giacomo e Ciaixe sono punti di riferimento per i turisti alla ricerca di un ambiente che offra scorci suggestivi ed edifici d'importanza storico-artistico.
Può considerarsi località marina e nello stesso tempo di campagna perché le sue case digradano dall'imboccatura della vallata del Nervia fino a lambire il mare.
Il tratto litorale è piuttosto ciottoloso, come a Vallecrosia e Bordighera.
Tra i comuni della fascia costiera a Camporosso spetta il primato nell'incremento demografico degli ultimi decenni. Oggi conta 4500 abitanti.

 

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Le ricorrenze

Per la Festa di San Sebastiano, Patrono di Camporosso, le celebrazioni sono prettamente religiose. Il 20 gennaio o la domenica successiva si sfila in processione con un albero di alloro, portato a spalle, carico di ostie colorate, le famose "papete", il significato delle quali è sconosciuto.
A maggio la Pro Loco organizza con l'assessorato allo Sport un raduno di Mountain Bike, una gara non competitiva per stare insieme in mezzo alla natura. L'Aiga d'a Roca è un appuntamento fisso ormai per gli amanti del podismo che si ritrovano per una marcia su più distanze, da mezzo chilometro per i più piccoli ai nove previsti per gli adulti. Premi per tutti.
L'ultimo sabato di giugno c'è la Giornata Enogastronomica in concomitanza con una fiera di merci varie. Verso sera, dopo un'appassionante partita di pallone elastico nella piazza principale, ristoranti e stand assicurano ai più golosi menu tipici dell'estremo ponente ligure, innaffiati da Rossese bianco, piuttosto raro, e Massarda.
Alla Ricerca del Tempo Perduto è una manifestazione di luglio sul tema dei giochi di ieri. Nella centrale piazza Garibaldi, i bambini apprendono i giochi dei loro nonni. Serate danzanti sul lungomare.
Verso fine luglio per la Festa Campestre a San Giacomo, si danno appuntamento i patiti del cavallo, che partono verso le 16 per una passeggiata equestre. Cena "campagnola" e serata danzante.
La Festa Campestre di Ciaixe ha luogo la 1^ domenica di agosto. Alle nove si parte tutti per una gita ecologica lungo il sentiero per il Santuario della Madonna della Neve. Giochi per grandi e piccini nel pomeriggio e danze per i grandi la sera con orchestra.
Un po' prima di Ferragosto, con la Festa del Turista, Camporosso vuole festeggiare gli amici che vi passano le vacanze. Per l'occasione si invitano degli atleti a partecipare ad una gara sportiva originale: il biatlon, che consiste di due specialità, il nuoto e il podismo. La sera, sul Lungomare, si allestiscono stand gastronomici presso i quali si gustano i piatti tipici locali. Più tardi, danze in pista!
Il Settembre Camporossino è una serie di manifestazioni distribuite nell'arco del mese che passa tra giornate folkloristiche e musicali, serate di danze e gare podistiche. Il Gran Premio di Camporosso si snoda per 5/8 chilometri.
La Festa del Padre Santo cade la 2^ domenica di settembre. Giovanni Croese è un personaggio molto amato dai Camporossini che gli innalzarono una statua nel 1937 e conservano la casa natale con un piccolo altare e un museo. Già considerato Santo quando era in vita, frate Francesco Maria, conosciuto come Padre Santo, fu canonizzato nel 1962 da Papa Giovanni XXIII.
Per la 3^ domenica di settembre, è sempre in programma la tradizionale Sagra dei Barbagiuai , già avviata la sera prima con ballo all'aperto. Oltre a spettacoli vari e festeggiamenti religiosi in onore della santissima Addolorata, alle 17.00 si distribuiscono i barbagiuai fritti in piazza in un'enorme padella.

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Le specialità enogastronomiche

Nella valle che si estende tra Camporosso e Dolceacqua sono presenti tutti i presupposti per soddisfare le esigenze di chi anela ad una vacanza in un'oasi ecologica, tra passeggiate a cavallo e cibi genuini, prodotti nelle tenute locali, a cominciare dai vini: Rossese, Vermentino, e Bricco d'Arcagne, un Rossese invecchiato nelle tipiche barriques francesi.


La sagra dei barbagiuai

Le specialità gastronomiche tipiche sono la pisciadela (una pizza con varianti), le Bane (dei biscotti a forma di palline), i martaliai cun i burei (delle tagliatelle impastate con il formaggio e condite con sugo di funghi), il tradizionale piatto di coniglio (disossare un coniglio novello, tagliare a pezzi non troppo grossi, impanare e friggere), la fugassa dusse cun a marmalata (una torta friabile con marmellata) e, infine, i barbagiuai, un piatto contadino, elaborato e nutriente.
Per i barbagiuai: pulire, sbucciare e tritare 1 kg di zucca gialla e cuocerla senz'acqua. Porla in una terrina e aggiungervi quagliata, uova, 100 gr tra parmigiano e pecorino locale, un ciuffo di maggiorana tritato. Amalgamare e lasciare da parte. Preparare una pasta con 400 gr di farina, un bicchiere di vino bianco e olio extravergine, aggiungendo acqua fino a formare una pasta morbida. A questo punto tirare la sfoglia e confezionare dei grossi ravioli con il ripieno precedentemente preparato. Friggere in olio bollente.

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