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Luoghi e monumenti
Il comune di Diano Arentino ingloba in sé tre piccoli centri:
Arentino
,
Borello
ed
Evigno
. Per vederli è sufficiente alzare lo sguardo verso il Pizzo
d'Evigno e si avrà la visione di tante case multiformi, divise
in tre specifici settori da una landa di terra coltivata
ad uliveto e, in ogni agglomerato, si può scorgere la punta
di un campanile che sembra voler sottolineare le tre diverse
fazioni che sono intrinseche a questi tre paesi.
Diano Arentino
Diano
Arentino si erge a 360 metri sul livello del mare; anche
questo paese è menzionato come "Villa" negli statuti del
Castrum Diani del 1363. La parrocchiale è dedicata
a Santa Margherita con titolo di prevosto non occupato, conservato
fin dal 23 aprile 1469. Un suo quadro di ignoto,
datato 1602, rappresenta la Madonna del Rosario con le dodici
stazioni, sul fondo è la rappresentazione delle anime purganti,
la relativa cappella aveva molti usufrutti sulle terre ubicate
presso la borgata Virgili, in possesso del patrizio genovese
Giacomo Filippo Durazzo nella metà del Settecento. Altro
quadro polittico rappresenta Santa Margherita e Sant'Antonino,
forse proveniente da una cappella cinquecentesca distante
circa due chilometri dal paese.
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Diano Borello
Menzionato
negli statuti del "Castrum Diani" del 1363 come "villa",
Diano Borello ubicato sopra un versante collinare ha come
patrono S. Michele Arcangelo cui un culto particolare avevano
i Benedettini; quindi non è escluso che sia stato fondato
da questi frati. Paese aggregato al primo quartiere
di San Nicolò o compagna del "Castrum" segue per secoli le
sorti della Podesteria del Castello di Diano. La
parrocchia che, nel Seicento, comprendeva le borgate di Chiesa,
Macary, Virgily, Ciappai, Poggio, Villatalla, Roncagli e
Borganzo, aveva circa 800 persone e 203 famiglie. La
chiesa, ancora di tradizione romanica, accoglie un meraviglioso
polittico, dipinto da Antonio Brea nel 1516, dedicato a S.Michele.
Di Diano Borello erano Leonardo Trucco, prima
rettore della parrocchia e poi vescovo di Noli intorno alla
metà del XVI secolo, e Giacomo Carenzo, figlio spirituale
di Santa Caterina da Genova all'inizio dello stesso secolo.
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Evigno
Negli statuti del 1363 Evigno è menzionato come "Omnes
de Ovignus", facente parte del quartiere o compagna di San
Nicola.
E' un borgo arroccato in alto, sotto il monte
Scortegabecco (Pizzo d'Evigno), simboleggiato dall'antichissima
chiesetta di San Martino, altro retaggio benedettino. La
parrocchia, dedicata a San Bernardo, ricostruita sopra un'altra
più antica, conserva un polittico datato 1552, con la effigie
di San Bernardo e quella dell'Annunciazione che indica con
una mano una chiesetta che sarebbe la stessa parrocchia di
Evigno; nel quadro vediamo ancora le effigi dei Santi Michele,
Giovanni Battista, Pietro, Nicolò, Lorenzo e Paolo.
La parrocchia conserva pure due testi di musica
gregoriana stampati da case venete nel 1526.
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