Luoghi e monumenti

 

Visitare Diano Castello

Per rendersi conto del peso che il borgo aveva in passato è possibile iniziare la visita dell'abitato da piazza Quaglia, dove si trova un loggiato all'interno del quale è raffigurato lo stemma del grifone, simbolo della comunità dianese, con i nomi dei borghi un tempo sottomessi alla sua giurisdizione. Sulle pareti del loggiato, un pannello riproduce ancora la pianta dell'agglomerato urbano secondo la descrizione settecentesca di Matteo Vinzoni. Il borgo appare circoscritto da una cinta muraria aperta ai quattro punti cardinali dalle porte del Borgo, di san Pietro, del Mercato e della Marina. Resti delle antiche mura, delle torri di difesa e delle porte sono tuttora visibili. Non lontana dal loggiato, la via Meloria, che scorre lungo il tracciato delle mura orientali ora demolite, mostra alcuni interessanti palazzi patrizi cinque-seicenteschi. Oltre che nel nome della via, la famosa battaglia navale, alla quale i Dianesi parteciparono valorosamente in aiuto di Genova, torna con un grande affresco sulla facciata del palazzo comunale, un maestoso edificio del XV secolo che fu un tempo la residenza dei conti Quaglia.


Piazza Clavesana


Altre strade di notevole interesse architettonico sono via Marconi, via Martiri della Liberazione, via delle Torri, dalla quale si dipartono suggestive viuzze, e soprattutto via del Borgo, tipica strada medievale con pregevoli portali in ardesia, che termina alla porta del Borgo.

Belle anche le piazze Clavesana, con un antico acciottolato, e Matteotti, dove hanno luogo le manifestazioni estive piu importanti.

In questo ambiente urbanistico si incontrano costruzioni di alto valore, prima fra tutte la parrocchiale di san Nicolò di Bari, imponente costruzione barocca eretta da Giovan Battista Marvaldi tra il 1699 e il 1725.


Il crocifisso del Maragliano


La facciata di S. Nicolò

(vista dal loggiato sottostante)

Tra le maggiori opere racchiuse nel tempio, figura un grande altare in marmo intarsiato, il prezioso crocifisso attribuito al Maragliano che lo sovrasta, e il coro ligneo del '700.
Dal sagrato della chiesa si gode un panorama vastissimo dall'anfiteatro collinare fino al mare.

La chiesa di san Giovanni Battista si trova leggermente sopraelevata, su un terrapieno oggi adibito a giardini pubblici. Di stile romanico, presenta il tipico interno a pianta longitudinale a vano unico, ricoperto da un raro esempio di capriata in legno con travi di squisita decorazione.


L'abside della chiesa dell'Assunta


L'adiacente oratorio di san Bernardino e Santa Croce risale al tardo medioevo, ma fu in gran parte ristrutturato nel '600.
Da vedere anche la chiesa romanica di Santa Maria Assunta, del XII secolo, con un affresco interno del '400; ottimo lo stato di conservazione dei portali laterali e dell'abside.
Più lontano, anticipato dai severi cipressi di un viale, si trovano l'austero convento francescano (secolo XVI) e la chiesa di Santa Maria degli Angeli. Un cenno particolare merita il nucleo di Varcavello, uno tra i più caratteristici del Dianese.
Si trova ai piedi della collina di Diano Castello, in una posizione climatica invidiabile poiché risulta riparata dai venti e ben esposta al sole.

L'origine del nome si ricollega probabilmente al termine celtico "havelod", che significa "consacrare", e testimonia forse la presenza in zona di un antico tempio. La parte più bella di Varcavello è quella sviluppatasi ai lati della stradina che inizia dal piazzale dell'oratorio di san Mauro, del XVII secolo, al cui interno è conservata una pregevole pala d'altare del Ramoino, La piccola via mostra in ogni angolo le classiche architetture 1iguri, con viuzze laterali lastricate e case realizzate spesso in pietra. Lungo la via che conduce a Diano Castello si trova invece il monumento più noto della frazione, la fontana di Varcavello. E' una delle maggiori del comprensorio, ed è caratterizzata, sopra la vasca dell'acqua, da una volta ad arco tondo ornata da numerose cornici, Al di là della sua bellezza, la fontana di Varcavello ha rilevanza storica, poiché costituiva in passato il centro della vita sociale; l'importanza delle fontane pubbliche nella vita della comunità è testimoniata dallo spazio dedicato alla loro manutenzione negli statuti comunali del '300, sotto l'ampio capitolo intitolato "De funtibus puris tenendis". Varcavello è stata interessata negli ultimi anni da una certa crescita, per cui intorno al nucleo centrale sono sorte villette e piccoli complessi residenziali. Nel complesso comunque le nuove costruzioni appaiono rispettose dell'ambiente circostante, e sorgono di solito circondate da giardini fioriti e ampi tratti di uliveti.