CANTIERISTICA NAVALE IN LEGNO

E' la Sezione più rappresentativa del Museo, certamente la più completa in Europa e forse nel mondo. Il significato etnografico del patrimonio salvato è significativo: un autentico e suggestivo tuffo nel passato, dove il sapore della ricerca e della riscoperta del tempo perduto, si fonde nella sequenza espositiva dei reperti: a centinaia di attrezzi, utensili da lavoro, si contrappongono preziosi piani di costruzione, molti dei quali ancora tracciati a matita, dai Costruttori Navali.
E' quanto rimane dell'arte preziosa, della fatica e dell'ingegnosità dei Maestri d'ascia, calafati, segantini, chiodaiuoli, incisori, carpentieri, fabbri, ecc., maestranze figlie di Liguria che popolavano i cantieri all'epoca della vela.
Non tanto i "pezzi", quanto l'uomo emerge protagonista assoluto di un'epoca affascinante e perduta.
Interessante si presenta l'esposizione della tipologia dei legnami da costruzione, da quelli esotici e pregiati a quelli più conosciuti delle essenze europee.
I modelli dei piani di scafo di cantiere, riportano il visitatore ai trascorsi cantieristici locali e di tutto il Ponente Ligure, quando gli scali fiorivano con le forme aggraziate dei grandi velieri, l'ultimo dei quali, in tutto il territorio nazionale, venne varato proprio a Porto Maurizio. Correva l'anno 1899 con l'apogeo di Casa Terrizzano: il "barco" si chiamava "Paolina".
Pregevoli e suggestivi sono anche i "diorami": bastimenti e chiatte sugli scali, il piegatore di tavole, i segantini al lavoro, il trasporto dei tronchi in cantiere, vere e proprie ricostruzioni artistiche, frutto dell'ingegno paziente e della passione di Giuseppe Roggero di Genova. Agli attrezzi inglesi (i famosi "tools") si contrappongono l'antico argano per alare i bastimenti sugli arenili, le grandi "serre" da cantiere, i magli, le mazze, i compassi, i vari tipi di ascia.

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