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Curiosità
e tradizioni
Ospedaletti in generale
Un po' di storia
L'Autodromo Sanremo - Ospedaletti
OSPEDALETTI IN GENERALE
Adagiata
in un ridente anfiteatro naturale, tra Capo Nero
e Capo Sant'Ampelio, a soli sei chilometri da
Sanremo
, non conosce venti di tramontana e, per la sua serenità,
è un'oasi di pace di non comune bellezza. La più
lussureggiante vegetazione sub-tropicale, coniugata con una
urbanizzazione moderata e signorile, fanno di Ospedaletti
l'incontrastata perla della Riviera dei Fiori, privilegiata
da un clima oltremodo mite ed uniforme, di rara eccezionalità.
Il suo antico nucleo abitativo, (poche casupole di pescatori,
una chiesetta, dedicata a
San Giovanni Battista
, con annesso rustico ospizio atto a fornire alloggio e protezione
a viandanti e pellegrini, di qui l'antico nome del borgo)
fondato dai leggendari Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme
(poi Cavalieri di Rodi e successivamente Cavalieri di Malta),
si raggruppa tutto sulla riva del mare, mentre la città nuova,
con le sue ville, i suoi alberghi per ogni tipo di domanda
turistica, gli alloggi per vacanza, gli accoglienti bar e
ristoranti, si colloca in un ambiente naturale, ricco di
palmizi, eucaliptus, mimose e giardini fioriti.
 Frequentata
nel passato da una clientela elitaria, appartenente all'aristocrazia
mitteleuropea e al gotha della cultura mondiale (nella
Villa Sultana
fu ospitato il primo Casino d'Italia, inaugurato nel
lontano 1911 e poi chiuso, per regio decreto, nel 1925)
costituisce oggi il rifugio prediletto della clientela raffinata
e di livello, che ricerca la tranquillità, ecologicamente
sana, che unisce il relax alle alternative di mondanità e
di animazione partecipativa, ritrovabili nei numerosi locali
di intrattenimento o vivibili nei diversificati impianti
sportivi (campi da tennis, piscine, palestre attrezzate,
bocciodromi), di cui la città e dotata. I servizi
di collegamento pullman e filoviari con
Bordighera
,
Ventimiglia
e la Costa Azzurra, con
Sanremo
e la Riviera dei Fiori sono frequenti e confortevoli. Gli
esercizi alberghieri di ogni categoria, dall'albergo con
piscina alla pensione familiare, assicurano tutti un ottimo
trattamento. Le calde spiagge sono servite da
stabilimenti balneari perfettamente attrezzati; le spiagge
libere dotate di assistenza ai bagnanti e di servizi essenziali.
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LA STORIA
Dietro
ogni miracolo c'è sempre un Santo. E magari due. Infatti,
a monte della prodigiosa fioritura socio-economica di Ospedaletti
troviamo, nell'anno del Signore 1850, due avvenimenti di
decisiva portata: l'arrivo dei primissimi "tourist"
(come allora si chiamavano i "giramondo") e lo spuntare della
floricoltura. Un'attività produttiva che, favorita
dal clima impagabile della Riviera, doveva mutare radicalmente
il destino del paese e del suo hinterland e dare lavoro ad
otto generazioni di floricoltori. Prima di allora,
e fino alla seconda meta dell'Ottocento, l'economia di Ospedaletti
e dell'intera zona era basata sull'attività portuale, sulla
pesca e, soprattutto, sulla cultura degli agrumi. L'atto
di nascita dell'agricoltura è sottoscritto da uno degli uomini
più prestigiosi nel campo della genetica, il professore Mario
Calvino, il quale indica una data precisa: il 3 Maggio 1874.
E scrive:" .... Il commercio del fiore nasce ad Ospedaletti,
nel '74, per opera di un certo Luigi Bessi che ogni giorno
si recava al mercato per acquistare anche un po' di quei
fiori che venivano portati dagli ortolani. Massaie sanremasche,
signore e domestiche della colonia forestiera, assieme a
frutta e verdura compravano anche, alle bancarelle, fiori
di prato e piante ornamentali, quando c'erano." Una
mattina - racconta Mario Calvino, padre dell'Italo Calvino
grande scrittore - mentre Luigi Bessi rincasava con un mazzetto
di fiori preso al mercato, incontrò un amico, un commerciante
di tessuti parigino di nome Julien, ch'era solito svernare
tra Sanremo e Nizza. Quell'incontro fu determinante,
perché monsieur Julien, sorseggiando un "bitter", fece osservare
al Bessi che quei suoi fiori di prato, se si fossero avuti
a Parigi, quel mattino, a quell'ora, si sarebbero venduti
a peso d'oro. "Non c'è problema, è presto fatto" disse il
Bessi, di rimando. "Dimmi solo dove devo spedirteli a Parigi
e io te li mando".
così
nacque la prima azienda floreale di tutti i tempi, la "Julien
& Bessi", che iniziò l'attività con la spedizione,
a Parigi, di due ceste giornaliere di rose del Bengala, di
violette di Taggia, di rose del Poggio, di margherite, anemoni
e ranuncoli dei campi. Resta da ricordare che il primo mercato
floreale della Riviera si aperse ad Ospedaletti, nel 1894,
tre anni prima che a Sanremo. Tra i pionieri
del nostro memorabile artigianato floricolo, quelli che quasi
un secolo fa iniziarono la coltura e l'acclimazione delle
piante tropicali e dei fiori, accanto ai "favolosi" Ludovico
Winter di Keidelberg e Alphonse Karr e Thomas Hanbury, fino
agli ultimi "maghi del fiore" Domenico Aicardi ed Ermanno
Moro, Meilland e Guilland e doveroso rammentare Louis Isnard,
un provenzale che giunto ad Ospedaletti come capogiardiniere
della Societé Fonciere Lyonnaise, non soltanto vi inizio
la coltura del garofano, ma diede vita ad una autentica scuola
di floricoltura, senz'altro la prima al mondo. Per due
anni, tra il 1893 e il 1894, il Cavaliere Isnard
diede lezione a dozzine di allievi, svelando loro i magici
segreti della genetica floreale e, quindi, la produzione
dei garofani per talee e la creazione di nuove varietà di
semine.
Tra
gli ospiti ragguardevoli di Ospedaletti in quegli anni, fanno
spicco due giovani donne, già celebri o prossime alla celebrità.
I loro nomi: Mary Goldwin e Caterina Mansfield.
Malata di petto, la grande romanziera di "In a German
Pension" e di "The garden party" scriveva agli
amici di aver trovato "nel balsamico clima di Ospedaletti,
in una casetta rosa, con due cedri davanti e il mare",
speranza ed interessi di vita. L'altra donna
celebre che ci piace rammentare, la Goldwin, fu la "dolce
compagna" di Percy Shelley, il grande poeta romantico che,
appassionato navigatore, sarebbe affogato, giovane, nell'estate
del '22, al largo di Viareggio, nel naufragio del suo "Ariel".
E Mary, nel "Diario d'un amore" - pubblicato,
a suo tempo, anche in Italia - racconta che proprio durante
il breve approdo nella cala di Ospedaletti, "delizioso
paese di dieci case e due chiese, ma basta far un passo fuor
di casa per intrufolarsi nel mare... "aveva inventato
uno dei personaggi più universali della letteratura di fantasia:
l'inquietante "Frankestein ". Di tutto ciò si
e molto parlato e scritto, in ogni occasione e in tutte le
lingue. Le incredibili bellezze naturali di questa riviera
non sono invenzioni da depliant turistico. Il
"giardino del mondo" di cui scrisse Kipling c'è ancora. Anzi,
ai due "miracoli" di cui si e detto e giusto aggiungerne
un terzo: il prodigio del clima. Un dono che
fa di Ospedaletti il paese più temperato d'Italia e, quindi,
d'Europa. Un posto unico, dall'inverno mite e dall'estate
mai torrida, dove - dati statistici alla mano - la media
mensile delle ore di sole e di 180 ore, contro le 117 di
Merano, le 130 di Davos e le 80 di St. Moritz.
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L'AUTODROMO SANREMO - OSPEDALETTI
Nel
1947 furono adattati a circuito, lungo 2.621 metri, il Corso
Regina Margherita, Via Cavour, una parte dell'attuale Corso
G. Marconi e Via de' Medici; poi nel 1948 il tracciato
fu prolungato a 3.380 metri, in quanto, mediante la costruzione
del viadotto nella zona sud-est del cimitero, fu tolta dal
tracciato Via de' Medici e utilizzato tutto l'attuale Corso
G. Marconi.
L'autodromo ospedalettese, omologato per il Gran Pr
emio,
ospitò le potenti vetture d i Formula 1, pilotate dai più
famosi e audaci piloti del momento, quali Giuseppe Farina,
Gigi Villoresi, Alberto Ascari, Manuel Fangio, Dorino
Serafino, Giraud Cabantous, il principe Bira, Sommer, Azzi,
Rovelli, Balestrero e tanti altri nomi famosi.
Il suddetto autodromo fu anche utilizzato come
circuito motociclistico fino al 1972.
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