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Luoghi e monumenti
La visita di Pontedassio comincia in realtà a circa 1,2 km
dal centro abitato, nei pressi della strada Nazionale, dove
sorgono la chiesa e la torre di Santa Lucia. Vi si giunge
proveniendo da Oneglia, dopo aver lasciato a sinistra, fra
la strada e il torrente Impero, diversi stabilimenti industriali
e commerciali. Parcheggiata l'auto sul ciglio opposto
della strada, poco oltre la curva, si attraversa velocemente
via Nazionale e si prende una ripida scalinata in cemento,
seminascosta fra gli arbusti. Dopo un paio di
minuti si giunge sul sagrato dell'oratorio campestre di «Santa
Lucia», ai margini di una zona intensamente olivata. Già
menzionata nel 1598, la graziosa chiesetta si presenta attualmente
con un corpo di fabbrica sei-settecentesco cui e addossato
un portico costruito probabilmente tra la fine del XVI ed
il principio del XVII secolo. Fino all'inizio
del XIX secolo, era custodita da un eremita che abitava in
una casetta adiacente di cui si scorgono alcuni ruderi, soffocati
dalla vegetazione, tra il fianco destro della chiesa e il
dirupo sulla strada. Le quattro colonne in pietra calcarea
locale con capitelli tuscanici e basi modanate definiscono
un portico coperto da una volta a crociera in muratura e
pavimentato a ciottoli. II portale seicentesco
in pietra nera, col monogramma di Cristo («IHS») sull'architrave,
ha
il timpano spezzato da una nicchia dinanzi alla quale e montata
un'iscrizione del 1698 che cita il romito Domenico Maria
Stella. Questi incanalò l'acqua di una vicina
sorgente verso uno scomparso pilone, in modo che il liquido
fuoriuscisse dallo zoccolo di una statuetta marmorea raffigurante
«Santa Lucia». Nascosta sotto il pavimento della cappella
durante l'invasione francese del 1793, la statuetta venne
ritrovata nel 1820 e collocata nella nicchia sopra il portale.
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