Luoghi e monumenti

 


Torrente Barbaira

Agli amanti del camminare, della natura e della tranquillità, Rocchetta offre l'opportunità di dimenticare l'automobile, entrando nel suo borgo medioevale e percorrendo a piedi i suoi carrugi.

Ma il paese permette anche di compiere un gran numero di escursioni verso i borghi vicini, oppure dei circuiti.

E sono possibili gite più impegnative, anche di più giorni, avvalendosi della presenza, sul territorio, di rifugi aperti e custoditi.

Vero crocevia fra l'Alta Via dei Monti Liguri, che giunge dalla Liguria di Levante in quota, e il sentiero Balcone, più basso, che collega Sanremo con Mentone e Nizza, Rocchetta offre, agli escursionisti, due possibilità di sosta, entrambe sull'Alta Via: il rifugio Paù (1063 metri, 36 posti letto, aperto e custodito dal 15 giugno al 15 settembre, oppure chiavi verso gli altri rifugi) e il rifugio di Testa d'Alpe (1457 metri, 4 posti letto, chiavi presso i rifugi limitrofi sull'Alta Via).
Entrambi i ricoveri sono stati appena inaugurati (nel maggio 1995) e si trovano in posizione estremamente panoramica.
 Il monte Abellio (1016 metri) e il monte Morgi (819) delimitano Rocchetta rispettivamente ad ovest e ad est, e convogliano nelle vallate del Barbaira e dell'Oggia, punteggiate da cascatelle e innumerevoli ponti, acque limpide e fresche, lungo le quali è possibile percorrere numerosi e vari itinerari.


La gola delle "Curumbeire"


Tana degli "Strassasacchi"


Il ponte di Paù


Tipico scorcio di Rocchetta Nervina

La cima di Testa d'Alpe (1578 metri), posta sullo spartiacque con la valle del Roia, chiude la vallata occidentale con un paesaggio decisamente alpino costituito da conifere e praterie.
Così, con una passeggiata di poche ore, è possibile portarsi dall'orizzonte mediterraneo, fatto di cisto, lentisco e leccio, ad ambienti via via più montani, passando gradualmente dalla roverella al castagno, al pino silvestre, all'abete bianco.
L'abitato conserva un perfetto impianto difensivo a cortina ed è collegato alle strade d'accesso per mezzo dei due ponti a schiena d'asino: mentre del castello comitale rimangono, invece, solo alcune rovine.
Alla confluenza dei torrenti Oggia e Barbaira si trova invece un grande arco romano: risultano comunque interessanti anche la chiesa parrocchiale, dedicata a Santo Stefano, l'oratorio della Santissima Annunziata, recante il motto sabaudo Fert sul cornicione, e le belle chiese campestri.