Cenni Storici sul
Festival Teatrale

 
 

La nascita del festival Teatrale

  Un successo che si rinnova ogni anno

 


 

Quel Festival teatrale nato quasi per caso

Il nome di Borgio Verezzi rievoca innanzitutto il Festival Teatrale, un'iniziativa ormai famosa diventata un classico dell'estate della Riviera.
Tutto è nato nel '67 grazie al volontariato: un comitato sorto per incentivare le manifestazioni culturali organizza un primo spettacolo grazie ad un gruppo di attori dilettanti (il Piccolo Teatro Citta di Savona) e con la partecipazione dei cittadini, che si improvvisano sarti, parrucchieri, tecnici, Il testo, del tutto originale, e "Due volti del Medio Evo", dove sacro e profano si mescolano con brani di San Francesco, Jacopone da Todi e Folgore da San Gimignano.
E’ una manifestazione "alla buona", l'ingresso è llibero e dopo lo Ancora qualche minuto, e lo spettacolo avrà inizio: la piazzetta di Sant'Agostino si sta trasformando in una sala teatrale all'aperto; sullo sfondo, illuminate in lontananza, le due chiese di Crosa. ettacolo si possono mangiare le lumache offerte dalla gente del posto: ma è un'ottima partenza, l'inizio di un'avventura destinata a crescere costantemente, senza incertezze.
L'anno successivo c'è già un salto di qualità: lo spettacolo è di Molière, gli attori sono del mestiere e tutto "il resto", dalle luci alle acconciature, è professionale.

In molti particolari resta ancora però quel buon sapore di cosa spontanea, come nel fatto che gli attori sono alloggiati gratuitamente nelle case dei verezzini, in gara tra loro per ospitarli e offrire squisite cenette casalinghe.
Nel '69 si affianca nell'organizzazione del Festival l’Ente Provinciale per il Turismo, e nel '71 il critico Il Festival Teatrale di Borgio Verezzi deve molto del suo fascino alla straordinaria ambientazione, che a giudizio umanime dà un inconfondibile tocco di poesia ad ogni rappresentazione.musicale Carlo Marcello Rietmann si fa promotore dell’istituzione di un premio nazionale della critica, da assegnare ad un attore distintosi nell'ultima stagione teatrale: è la nascita del Premio Veretium, che  va per la prima volta ad Eros Pagni.
Nel '90 arriva un riconoscimento prestigioso: il Ministero del Turismo e dello Spettacolo definisce il Festival di Borgio Verezzi manifestazione di interesse nazionale e internazionale.
L'anno successivo, nel '91, il diventa l’unico Ente organizzatore, con il contributo e il sostegno di numerose istituzioni tra cui il Ministero del Turismo e dello Spettacolo, la Regione, la Provincia, l'APT di Loano, la Camera di Commercio e la Cassa di Risparmio di Savona. il resto e storia recente, con il ricchissimo cartellone dell'edizione 1993 in occasione de1 bicentenario goldoniano.

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Le ragioni di un successo che si rinnova ogni anno

I motivi che hanno caratterizzato il Festival fin dalle prime edizioni sono molti, e riguardano diversi elementi della manifestazione. La qualità, innanzitutto, è stato un fattore Un momento di rappesentazione del Festival Teatrale di Borgio Verezzi. decisivo. Anche le primissime edizioni, per quanto si basassero sul volontariato, avevano un marcato carattere professionale, una grande cura per la precisione e il rigore delle messe in scena.
Altro elemento chiave è stato il taglio classico del Festival, con opere di autori come Aristofane o Shakespeare, Euripide o Moliere; e la robusta drammaturgia di Goldoni, Moliere o Ben Jonson, interpretati dai più grandi attori del nostro teatro. Da alcuni anni il Festival di Borgio Verezzi è soprattutto l'occasione per presentare nuovi spettacoli, dunque un punto d'inizio di nuove tournée e un appuntamento importante per la critica.
Ma molta della fortuna del Festival è dovuta anche alla sua spettacolare ambientazione, in quella piazzetta di Sant'Agostino affacciata sulla Riviera che da sola conferisce una aspetto "fiabesco" ad ogni spettacolo.
E non ultima la gente stessa, i verezzini che hanno sempre voluto ed appoggiato in ogni modo il Festival, sono stati uno degli elementi fondamentali del suo successo, gli "autori" di quella voglia di ritornare che rimane sempre in ogni spettatore.

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