|
Curiosità e tradizioni
Mendatica, per la sua felice collocazione geografica, che
la vede dominare su tutta la vallata sottostante, può essere
definita la "Torre della Valle Arroscia". II
Paese si estende, immerso fra il verde a 782 m di altitudine
alle falde del Monte Frontè. Alle bellezze naturali unisce
una buona attrezzatura alberghiera, appartamenti d'affitto
e numerose infrastrutture sportive: calcio, tennis, pallavolo,
bocce, ecc., attrezzate di impianti luminosi per le gare
serali e tante altre piccole attrattive. II territorio di
Mendatica, si estende fra un'altitudine che va dai 700 ai
1700 m, offre tutto ciò che gli amanti della natura possono
desiderare. Fatta una breve passeggiata ci si ritrova fra
i boschi: di castagni piu in basso, di pini, faggi, abeti
e larici via via sempre pi
u
in su; fra i boschi scorrono rigogliosi corsi d'acqua, dove
copiose si annidano le trote, e dove, pazienti, si appostano
i pescatori con le loro canne. II sottobosco abbonda
dei suoi deliziosi frutti: mirtilli, lamponi, fragoline e
naturalmente i funghi, alla cui raccolta si dedica ben volentieri
chi soggiorna a Mendatica. Tranquillità, tanto verde, aria
salubre e l'acqua, tanta acqua, famosa per la sua purezza
(giova ricordare a tal fine che Mendatica significa appunto
Manda-acqua). Caratteristiche fontane in pietra scolpita,
dislocate nel Centro storico testimoniano questa ricchezza.
Tutto ciò costituisce una grossa attrattiva per quanti cercano
un ameno luogo di villeggiatura, un sicuro rifugio alla calura
estiva.
QUALCHE CENNO STORICO
Mendatica, presumibilmente, è sorta a seguito dell'assedio
e della distruzione di Albenga, avvenuta ad opera dei Longobardi
nel 644. Parte della gente di quella città, per sfuggire
agli invasori ha cercato rifugio nell'entroterra, creando
degli insediamenti prima sparsi fra i colli: il Borgo,
Case San Giacomo, la Faia, l'Arpiscella, i Cugni, ed altri;
e successivamente in un unico luogo, denominato Mendatica.
Nei secoli VIII e IX le scorribande saracene contribuirono
alla crescita della popolazione del luogo: molti furono quelli
che, timorosi delle invasioni degli arabi, si spostarono
dalla costa verso l'interno della regione. Gli stessi Saraceni
raggiunsero Mendatica, insediandosi sul posto e lasciando
poi segni tangibili della loro civiltà.
Verso l'anno 1000 Mendatica fu feudo imperiale;
venne quindi concessa ai Marchesi di Clavesana, e passò successivamente
ai signori di Ventimiglia.
Nel 1321 la comunità di Mendatica ottenne dal Conte Oberto
di
Garessio
, feudatario dei Signori di Ventimiglia e titolare della
Castellania di Cosio, il diritto di avere un notaio: ciò
significava un riconoscimento di considerevoli autonomie
amministrative e di particolari esenzioni fiscali. Quindi,
nel 1385 Mendatica passa sotto la "Longa manus" della Repubblica
di Genova e per molti anni il suo territorio fece da cuscinetto
fra il ducato di Savoia e la Repubblica di Genova.
Dopo il congresso di Vienna, nel 1815, fu assegnata
al Regno di Sardegna, sotto il quale rimase fino alla nascita
del Regno d'Italia. La Parrocchia dei SS. Nazario e Celso,
edificata verso la meta del XV secolo in stile romanico a
tre navate, veniva consacrata nel 1454. Quando
nel 1700, a seguito della ricostruzione delle Parrocchie
di Montegrosso e di
Cosio
, sembro troppo piccola agli occhi dei Mendaticesi, fu dagli
stessi abitanti demolita per essere ricostruita piu bella
ed imponente. Solo il campanile venne conservato,
apportandovi, tuttavia, alcune modifiche alla struttura originaria:
alla sua sommità una cuspide sostituì un doppio ordine di
colonnati e vennero tappate le bifore dei lati nord ed ovest.
La ricostruzione avvenne nel 1766 su progetto
di mastro Domenico Belmonte di Gazzelli: e con la spesa di
lire 12.000 fu eretta una grandiosa basilica in stile barocco,
con le volte magnificamente affrescate da dipinti i cui personaggi
ritraevano cittadini locali dell'epoca. Vi si conserva una
Madonna del Maragliano di pregevole fattura.
|